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"L'Affresco": APPROFONDIMENTI



Che cos’è un affresco?
È la tecnica di dipingere con colori stemperati in acqua su intonaco fresco.
Una volta asciugato l’intonaco, il colore risulta inglobato in una matrice cristallina formata dalla combinazione dell’idrossido di calcio con l’anidride carbonica che forma il carbonato di calcio.

Qual è il più importante materiale costitutivo dell’affresco?
La calce grassello, o calce spenta, che si ottiene con la trasformazione delle rocce calcaree, sottoposte prima a cottura e poi a spegnimento.

Cosa si intende per carica?
È la seconda componente dell’impasto (sabbia, pozzolana, polvere di marmo o di mattone) che funge da struttura. La calce, distribuendosi attorno ai granuli della carica, determina la presa e l’indurimento del composto.

Di quali strati può essere costituito l’intonaco?
L’intonaco può essere formato da:
· rinzaffo: pareggiamento del supporto per riempire buchi o affossamenti
· arriccio: strato ruvido su cui si esegue il disegno preparatorio
· intonaco: strato su cui si stendono e si lavorano i colori
· intonachino: ulteriore intonaco composto da calce e carica finemente setacciata.

Che cosa sono i pigmenti?
Sono i granelli colorati che conferiscono la tinta alla superficie. I pigmenti utilizzati per gli affreschi sono di origine minerale, naturale o artificiale, resistenti all’azione caustica della calce.

Che funzione hanno i pennelli?
Sono fondamentali per la stesura del colore, che deve essere rilasciato in misura uniforme e continua.

Che cos’è lo spolvero?
È la tecnica di trasporto del disegno, ottenuta bucando i contorni del disegno stesso eseguito su carta e battendovi sopra un tampone pieno di polvere di carbone, che, passando attraverso i fori, ne lascia sul muro la traccia.

Che cosa è la conservazione dei dipinti murali?
È una serie di regole da rispettare per consentire all’affresco di resistere al tempo. La più importante è la manutenzione programmata che consente interventi puntuali contro il determinarsi di un danno.

Quali sono le differenze più evidenti negli affreschi dell’antichità?
Lo spessore ed il numero degli strati d’intonaco. Anche i luoghi, e le relative condizioni termoidrometriche, hanno richiesto diverse formulazioni degli impasti.

Quali sono le manifestazioni artistiche più antiche dalle quali far iniziare la storia figurativa dell’uomo?
Sicuramente le figure rupestri e parietali di epoca preistorica.

Si tratta di opere eseguite con tecniche “primitive”?
Considerando la diversità dei mezzi e delle tecniche adoperate si può affermare che siano realizzazioni di elevato contenuto creativo e di una grande consapevolezza espressiva.

Dove possiamo rintracciare i primi esempi di pittura murale?
Nel tempio di Tepe Gawra (3.500 a.C.) e nel Palazzo di Mari (II millennio a.C.) in Irak, in Egitto e a Creta.

Quali sono le più antiche testimonianze in Italia?
Le incisioni rupestri in Val Camonica, le necropoli etrusche, i dipinti della Magna Grecia, tra cui la Tomba del Tuffatore, conservata nel Museo Archeologico di Paestum.

Qual è il contributo che i Romani hanno dato alla pittura murale?
Fondamentale, sia per le testimonianze pratiche che per l’opera “De Architectura libri decem” di Vitruvio (27 a.C.), in cui l’autore descrive accuratamente la tecnica e i materiali utilizzati per l’affresco.

Cosa accadde alla pittura murale dopo la decadenza dei Romani?
Il numero degli strati d’intonaco diminuì e si cominciarono ad applicare colori su intonaci ruvidi.

Perché è importante Cennino Cennini?
Per il suo manuale "Il libro dell’arte. 31 luglio 1437", in cui descrive tutte le tecniche, compresa quella dell’affresco giottesco.

Come si caratterizza l’affresco quattrocentesco?
Con una cura dei dettagli, con la stesura di intonaci perfetti, con l’uso massiccio dello spolvero, ossia della realizzazione del disegno su carta e del successivo trasporto sul muro.

Come proseguì la ricerca artistica nel 1500 per quello che riguarda i dipinti murali?
Con l’utilizzo del cartone ovvero del calco con lo stiletto, che consentiva anche di commercializzare i disegni.

Come si caratterizzò l’affresco dopo il 1500?
Si ribadì l’uso dei materiali ottimali e si utilizzarono procedimenti per pitture murali a secco, pur restando la calce il legante principale.

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