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Di cosa ci occupiamo, quando ci occupiamo di una "cultura tradizionale"?



Sul piano morfologico, di quattro elementi:

Oralità :
l'oralità (che non esclude per niente la scrittura) in questo tipo di cultura ha un ruolo particolare:

* prevalente una comunicazione diretta e personale (al contrario della comunicazione basata sulla scrittura, che invece privilegia una comunicazione mediata, appunto dalla scrittura)

* la memoria individuale e collettiva è basata soprattutto su soggetti umani viventi, in particolare gli anziani (al contrario di una comunicazione basata sulla scrittura, che invece usa una memoria impersonale, basata su archivi cartacei, oggi su archivi informatici)


Comunitarismo:
si registra una prevalenza del gruppo sull'individuo e non per una scelta ideologica, bensì per la tradizione lavorativa basata su scambi di prestazioni lavorative. Inoltre, tale prevalenza deriva dal fatto che la memoria che conta l'attività di gruppo, non individuale. Inoltre dalla centralità delle alleanze tra parentele e dalla logica stessa della parentela come gruppo di solidarietà .
Cioè ha alcune importanti conseguenze sulla stessa organizzazione sociale. Infatti il ruolo sociale, meglio i ruoli sociali che si ricoprono sono sentiti
ù importanti della dimensione individuale. Con tutto ciò che ne consegue sul piano delle regole e dei comportamenti.
Inoltre ha conseguenze sulla stessa costituzione dell'individualità . Infatti nella formazione della personalita, lo spazio della interiorità è ridotto a vantaggio di un'auto-comprensione come soggetto-nodo di un gruppo-rete.


Ritualismo:
se teniamo conto di due elementi precedentemente segnalati e ciò dell'oralità delle norme (convenzione) e della "debolezza" dell'individualità (non vige una qualche norma etica interiore di tipo kantiano), bisogna chiedersi come venga organizzato in forme socialmente positive il "flusso della vita" potenzialmente anarchico e distruttore. Cioè come lo svolgimento delle azioni individuali (teoricamente "diverse") possa avvenire in un flusso socializzato. Ebbene, il flusso è contenuto in una ritualità diffusa, che risponde a regole tradizionali, le quali vengono continuamente sostenute e applicate nella prassi, in una sorta di "oralità agita".
Dunque, i comportamenti sociali sono fortemente ritualizzati. In particolare i contatti amicali, di lavoro e affettivi sono regolati da regole rituali che disciplinano soprattutto i potenziali punti di frizione o di superamento dei confini socialmente stabiliti.


Localismo:
i nodi richiamati, cioè: oralità (e conseguente centralità dei contatti personali), comunitarismo (e conseguente forza del gruppo), ritualismo (e conseguente forza delle norme comunitarie), congiurano a costituire una società fortemente "localistica", che ovviamente è ideologicamente campanilistica. Il mondo è sostanzialmente quello dentro l'orizzonte sociale e la "diversit" non è facilmente ammessa.

In questa lettura morfologica "ideal-tipica" sono trascurati alcuni elementi che andrebbero trattati a parte:

* la struttura di potere: interna (le differenze di classe) ed esterna (le relazioni con i centri esterni di potere centrale, statuale, ecc.)

* la diffusa condizione femminile subaltern

* i processi di trasformazioni economiche, politiche e sociali che hanno continuamente sottoposto le società tradizionali a mutamenti a volte impercettibili a volte bruschi

Sul piano simbolico, di tre elementi:


morte/morti:
soprattutto nella cultura tradizionale di tipo contadina, il nesso simbolico con la morte / i morti è strettissimo. I morti non finiscono, ma passano altrove. C'è un vasto repertorio di passaggi simbolici presente nelle credenze tradizionali relative al passaggio tra la vita e la morte.


eros/sesso:
i processi di fertilità della natura sono strettamente connessi a quelli di fecondità umana in una relazione simbolica che funziona nei due sensi, dall'una all'altra e viceversa. In questo senso, il campo semantico dell'uno si presta ad essere campo metaforico dell'altro, con una continua serie di doppi sensi, che da una parte alimenta una sostanziale polisemanticità dei due settori, dall'altra consente di sfuggire alle trappole della censura (o di giocare sui livelli complessi della retorica della censura) attraverso l'uso di doppi sensi lessicali.


doppio:
Le Goff ha parlato di una'attrezzatura mentale a doppio taglio a proposito della cultura folklorica medievale (a dispetto dell'aristotelismo colto del "principio di non-contraddizione"), che si è sostanzialmente conservata nelle culture tradizionali. Le "cose" sono sostanzialmente doppie e soprattutto le "cose" che hanno un'importanza simbolica rilevante. Conseguentemente acquista una funzione rilevante la figura del mediatore simbolico, che evita l'opposizione insuperabile e favorisce la circolarità e la reciprocità , ha la funzione di collegare i vari ambiti oppositivi in cui si esprime la visione culturale del mondo: tra vivi e morti, tra uomo e donna, tra uomo e animale, tra uomo e vegetale (un esempio tra tutti, la maschera di Pulcinella).

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