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Gli iperpaesaggi: nuovi scenari per l’apprendimento



Mariella Morbidelli

Premessa
Il concetto di paesaggio è complesso e viene a sovrapporsi ad altri concetti come lo spazio, il territorio o l’ambiente. Qualunque sia la definizione che si vuole dare, il paesaggio esiste solo in funzione dello sguardo di colui che l’osserva, si potrebbe dire che nell’atto dell’osservare si trasforma lo spazio in paesaggio. L’osservazione del paesaggio permette il contatto con i luoghi, con gli attori sociali, con la dimensione temporale dello spazio, con il tempo della storia e con il tempo ciclico delle stagioni. Permette a chi osserva di esercitare il suo sguardo, di modificarlo e di proiettarlo nel futuro per interrogarsi sul suo divenire in termini di trasformazione, di evoluzione ma anche di aggressione o di protezione. Il paesaggio va conosciuto in quanto vi è la consapevolezza che i nostri paesaggi, i nostri paesi, i nostri monumenti, la nostra lingua sono la testimonianza della nostra identità ed eredità culturale.

Educazione al paesaggio
Elaborare un progetto educativo attorno alla nozione di paesaggio significa privilegiare un apprendimento significativo, che si fonda su situazioni non strutturate, mutuate dalla vita reale e da simulazioni e che affronta argomenti anche conflittuali in maniera interdisciplinare, che richiede la partecipazione attiva di alunni e insegnanti alla definizione dei processi e dei risultati da raggiungere, che promuove una riflessione degli alunni stessi, e quindi un’autovalutazione, sulla qualità del proprio apprendimento. Ma per fare ciò bisogna superare programmi e materie, e andare verso l’apprendimento per scoperta, basato sulla ricerca.. Non imparare nozioni (soluzioni non richieste di problemi non posti) ma imparare a imparare (definizione e soluzione di problemi).
Questa esperienza suscita emozioni estetiche, potenzia conoscenze scientifiche, stimola indagini, effettua scoperte, favorisce incontri, ricerca i legami; non è una trasmissione di saperi ma implica un processo personale di costruzione delle conoscenze.

Dal paesaggio all’ iperpaesaggio
Un iperpaesaggio è un documento ipermediale ( ipertesto+ ipermedia) realizzato a partire da una fotografia panoramica.
Se un’immagine fotografica è la rappresentazione del paesaggio da osservare e studiare, abbiamo sotto gli occhi e a portata di mano un iperpaesaggio che, attraverso il linguaggio ipertestuale delle pagine web, permette di accedere, attraverso l’immagine del paesaggio scelto, direttamente ad altri documenti sotto forma di testo, immagine, suono, video.
Diventa allora possibile viaggiare in questo panorama, entrarci per esplorarlo in maniera interattiva, vedere cosa si nasconde dietro una collina, ascoltare il suono dell’acqua di un torrente, entrare dentro un palazzo antico, intervistare gli abitanti di un territorio scelto.
Se la visita dell'iperpaesaggio può essere utilizzata come modo per sensibilizzare alla tutela ambientale, la sua realizzazione è soprattutto un percorso per l’apprendimento che comporta:

* saper analizzare un paesaggio per organizzare un’indagine e accumulare gli indizi, verificarne la pertinenza, andare al di là delle apparenze e ricercare fonti supplementari;

* saper classificare gli elementi naturali ( rilievi idrografici,vegetazione) e gli elementi sociali, (abitazioni, utilizzo del suolo, attività economiche, vie di comunicazione ecc)

* creare uno scenario a partire dall’osservazione diretta e dalla raccolta di informazioni e realizzare gli elementi dello scenario ( testi, immagini, suoni, inquadrature, testimonianze…) e di immaginarne la struttura.

* Saper costruire ipermedia con tecniche accessibili e gratuite.

L’iperpaesaggio: un esempio concreto di ricerca didattica.

L’iperpaesaggio è stato realizzato in via sperimentale con una scuola primaria in Umbria e visti i risultati lusinghieri ottenuti, l’interesse e il grado di coinvolgimento degli alunni, è stato elaborato in seguito un progetto che mette in rete scuole a livello regionale e nazionale.
Il percorso didattico ha tentato di facilitare l'acquisizione di uno spirito di conoscenza attraverso il risveglio della curiosità e l'educazione allo sguardo: un approccio attivo in cui gli aspetti sensoriali ed emotivi fossero strettamente collegati a quelli cognitivi.
Inoltre si è trattato di far capire agli alunni che dovevano mettere in evidenza l’invisibile al di là del visibile, proporre un’interpretazione personale del paesaggio, comprendere le relazioni tra gli elementi, realizzare un itinerario virtuale di scoperta. L’approccio sistemico del paesaggio ha messo in evidenza il fatto che esistono differenti punti di vista in funzione dell’osservatore e pertanto nella prima fase del lavoro, ogni alunno ha avuto il compito di scegliere il proprio paesaggio. Ciò ha comportato la scelta del luogo e dell’inquadratura, la scrittura di testi, le persone da intervistare, i suoni da aggiungere.
Nella seconda fase sono stati proposti percorsi differenziati a partire dall’osservazione dello stesso paesaggio:
percorso natura, che corrispondeva allo sguardo del naturalista,
percorso acqua secondo lo sguardo di un geologo,
percorso cultura secondo lo sguardo di un archeologo, uno storico.
percorso artistico secondo uno sguardo di un pittore , di un poeta,
percorso agricoltura secondo lo sguardo di un coltivatore.
Sono stati organizzati incontri con persone per competenze personali potevano aiutare ed arricchire i percorsi indicati dai ragazzi. Va aggiunto che lo stesso paesaggio è stato fatto osservare in condizioni meteorologiche differenti.
L’ultima fase ha cercato di far osservare la dinamica attuale del paesaggio nel senso più ampio e di prefigurane i futuri scenari.


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