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Intervento di Ugo Maria Poce coordinatore nazionale del Settore Educazione Ambiente di ItaliaNostra





Il termine "paesaggio" in pochi decenni ha rapidamente cambiato significati: moltiplicando le sue valenze si è progressivamente arricchito in complessità fino ad assumere valenza di documento storico delle relazioni avute dall'uomo con i luoghi in cui ha vissuto. "Paesaggio" ha oggi un significato ben più dinamico e "vivo" rispetto a quello romantico ed estetico del passato, perch" la percezione delle trasformazioni apportate dall'uomo, nel tempo, allo stato e al senso dei luoghi lo fanno diventare luogo della memoria, scenario per gli attori che vi abitano, laboratorio di verifica della sostenibilità , microcosmo del mondo .
Anche in questo caso, per favorire la più ampia diffusione delle tematiche trattate e metterle a disposizione dei docenti, le sintesi delle relazioni sono inserite nel sito web.
In questo percorso alcuni momenti sono stati particolarmente significativi e almeno due vanno ricordati:

* la Convenzione Europea del Paesaggio sottoscritta dall'Italia nel 2000, dove si afferma che tutti i paesaggi, nessuno escluso, vanno tutelati e che la loro qualità deve essere valutata tenendo conto dei valori specifici che sono loro attribuiti dai soggetti e dalle popolazioni interessate.
Vi si riconosce, quindi, il paesaggio come un'idea, un raffinato prodotto della mente in continuo cambiamento, perchè sono differenti nel tempo i valori ad esso assegnati da coloro che vi hanno vissuto;

* la Prima Conferenza Nazionale per il Paesaggio svoltasi a Roma nel 1999, che ha contribuito a far assumere al paesaggio la dimensione di patrimonio culturale, ponendo fine alla riduttiva concezione monumentalista che tendeva a enucleare dal loro contesto i beni culturali.
Inoltre, una intera sezione dei lavori fu dedicata al tema della sostenibilità , considerando il paesaggio come campo di riflessione in cui è possibile individuare dinamiche del rapido processo di mondializzazione dei mercati ma anche riconoscere tipologie di insostenibilità ambientali e sociali, oltre a contraddizioni insite nel processo di crescita economica.

Tutti questi significati e valori sono "scritti" nel paesaggio e possono esservi "letti".
La pluridecennale esperienza di ItaliaNostra sulla "lettura del paesaggio", fatta di innumerevoli riflessioni teoriche e altrettante sperimentazioni divulgative ed educative "sul campo", si è arricchita nel confronto con le problematiche poste dal modello di sviluppo delle società industrializzate. In questo percorso, la "lettura del paesaggio" è diventata una ricerca per interpretare le forme, la storia e il senso dato nei processi di identificazione collettiva, ma anche un esercizio per ricostruire e capire le dinamiche del mutamento utili a prefigurare gli scenari futuri, uscendo dalle posizioni che oscillano tra nostalgiche visioni del "passato" e acritiche accettazioni del "nuovo".
E' ormai da 50 anni che ItaliaNostra si batte per la tutela del "bel paese", promuovendo la "cultura del paesaggio", ed è dal 1971 che il Settore Educazione Ambiente diffonde l'Educazione Ambientale nella Scuola, ma anche tra gli adulti, per offrire una alternativa alla dominante parcellizzazione dei saperi ed alla superficialità consumistica della comunicazione. Gli insuccessi dell'approccio educativo nozionistico e la drammatica conferma delle urgenze ambientali, nazionali e planetarie, ha consolidato l'obiettivo di formare studenti consapevoli sia della complessità dell'oggi e che di quella crescente di domani.
Con adeguate basi cognitive, questi cittadini del futuro sapranno elaborare ipotesi coerenti e modelli teorici tali da poter conciliare la crescita economica con la tutela della diversità culturale e dei limiti naturali del nostro pianeta. In altre parole, occuparsi oggi del paesaggio significa confrontarsi con i problemi della modernità e dello sviluppo prevalente, per saperne tempestivamente verificare sia il grado di coerenza evolutiva sia quello di compatibilità e stabilità dei processi economici che caratterizzano le tendenze in corso.
Per tutte queste ragioni, il paesaggio viene promosso come "laboratorio didattico d'eccellenza", da "leggere" con appropriata metodologia in chiave sistemica, come campo interdisciplinare di indagine e di studio dove i curricola vengono tra loro contaminati, in classe e nelle uscite sul territorio. L'indagine proposta non è mai fine a sè stessa, ma vista sempre in chiave prospettica perchè le nuove conoscenze si aggiungono e si intrecciano con un ristretto numero di conoscenze di base per formare "sistemi conoscitivi aperti". Un nucleo di apprendimento che si espande in un organico corpo unico di sapere, tenuto assieme da reti e percorsi che lo attraversano in più direzioni e i cui prolungamenti sono radicati nelle materie di studio tradizionali.
L'apprendimento deve avvenire tramite il coinvolgimento attivo dello studente durante le osservazioni e nella identificazione dei problemi, con una maggior attenzione ai "perchè più che ai "come" vengono risolti, come un amo lanciato fra le conoscenze pregresse e alla sfera emotiva dello studente. Il Settore EA di ItaliaNostra ha di recente preso una iniziativa editoriale rivolta ai docenti per favorire la diffusione dei progetti didattici sul paesaggio nelle scuole, in particolare a quelli che chiedono una trasversalità più marcata tra le materie di studio, e una intersezione più ampia tra i campi scientifici e quelli letterari, ma anche a tutti coloro che operano sul paesaggio, professionalmente e non, e che credono nel suo alto valore formativo.

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